Questo spazio è dedicato a raccogliere e valorizzare i migliori materiali di formazione e le tesi di specializzazione delle nostre studentesse e del nostro staff.
L’arte cura perché dà senso al dolore. Ci aiuta a riconoscere le nostre ferite e a trasformarle, a farle vibrare dentro una visione del mondo in cui il dentro e il fuori si incontrano, si influenzano, si ascoltano. È uno spazio che invita allo sconfinamento, accende i sensi, stimola la mente e rivitalizza l’esistenza. Ma l’arte è anche passione travolgente, inquietudine che consuma e trasforma. Satura, scuote, destabilizza. Eppure è proprio in questo turbamento che si apre la possibilità della catarsi e della rinascita. Attraverso l’arte, la persona si rinnova in un processo continuo e mai definitivo di guarigione e consapevolezza. Perché vivere non significa sopravvivere. Vivere è esperire, sentire, relazionarsi, esprimersi. È cercare con lo sguardo ciò che non si vede, battere le mani per dare voce al silenzio, saltare per volare anche senza ali. In tutto questo, la creatività è la sintesi più profonda dell’intelligenza e della complessità dell’essere umano. Un richiamo a ciò che ci rende davvero vivi.
La scomparsa dell’autore: un invito a leggere oltre le parole Nel 1968 Roland Barthes scrive La morte dell’autore, affermando che, perché la lettura sia autentica, l’autore deve “morire” per lasciare spazio al lettore. Questo libro riprende e rinnova quella prospettiva, introducendo il concetto di «scomparsa dell’autore». Non si tratta di negare l’esistenza dell’autore, ma di riconoscere il suo gesto generoso: farsi da parte per permettere al lettore di entrare davvero nel testo. Come in teatro, l’autore resta dietro al sipario, pronto a comparire solo se evocato, se desiderato. Il lettore, allora, diventa protagonista. I suoi pensieri, ricordi, emozioni e intuizioni trasformano le parole in esperienza viva. La lettura non è più un atto passivo, ma un incontro dinamico e profondo con ciò che il testo suggerisce, ispira, apre. Un libro che riflette sulla lettura come atto creativo. Un testo che non vuole trattenere, ma liberare.
Cosa succede quando il sapere teorico incontra il linguaggio visivo del fumetto? Questo libro nasce dall’esigenza di Anita Arpaia, artista e autrice, di tradurre in immagini i concetti appresi durante il primo anno di corso di arteterapia, dando forma a un metodo di studio innovativo e personale. Ogni pagina è un viaggio visivo tra psicologia, disturbi e pratiche terapeutiche, dove il segno grafico diventa strumento di comprensione e dialogo. Attraverso tavole illustrate e racconti visivi, l’autrice crea un ponte tra teoria ed esperienza vissuta, le illustrazioni non si limitano a rappresentare i concetti ma li rendono vivi, facilitando la comprensione e offrendo una prospettiva immediata e coinvolgente. Il lettore viene guidato in un percorso che supera le parole, immergendosi in un sapere che prende forma attraverso il segno grafico. Un libro che non è solo un supporto didattico, ma anche un invito per chiunque voglia avvicinarsi al mondo delle artiterapie, scoprendone il valore terapeutico e il profondo impatto delle immagini sul nostro mondo interiore.
Arteterapeuta
Teatroterapeuta
Teatroterapeuta ad approccio integrato, Educatore, Docente Centro Studi Artile
Musicoterapeuta e Presidente Centro Studi Artile
Musicoterapeuta ad approccio integrato, Esperta in Artiterapie, Direttrice Didattica del Centro Studi Artile