Musicoterapia

La World Federation of Music Therapy(Federazione Mondiale di Musicoterapia) ha dato nel 1996 la seguente definizione[senza fonte]: “La musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.

La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.”

Tra i vari modelli di musicoterapia, vi è il Modello BENENZON, che propone una concezione della musicoterapia come “disciplina che utilizza il suono e il movimento per provocare effetti regressivi”. Questa premessa rivela che alla base della concezione della musicoterapia di Omar Benenzon (musicista e psicologo argentino) vi sono presupposti teorici di tipo psicoanalitico. Benenzon considera la musicoterapia una disciplina paramedica, che trova le sue basi scientifiche nell’ambito clinico e terapeutico. Il principio sostanziale del metodo (ISO) consiste nel rispecchiamento del paziente da parte dell’operatore e nella apertura di un canale di comunicazione di livello regressivo e di natura squisitamente sonora.

Il musicoterapeuta dovrà sfruttare i canali di comunicazione aperti precedentemente, dovrà elaborare un’ipotesi sull’ISO (Identità Sonora) del paziente e tentare una integrazione con la produzione sonora proposta dallo stesso.

Il metodo della Musicoterapia Recettiva Analitica, propone l’ascolto di brani musicali nell’ambito della relazione d’aiuto e della crescita personale.
Il brano musicale rappresenta un oggetto intermediario che permette di proiettare e veicolare aspetti di sé in modo implicito, con la possibilità di esplicitare questi aspetti a seconda della disponibilità del singolo utente, nel rispetto delle sue difese e dei sui tempi nello stabilire la relazione d’aiuto stessa.
Strumento di base per lavorare in questa direzione è l’analisi sonoro-musicale, che permette di oggettivare i vari aspetti del fenomeno musicale, e consente di considerare per analogia le caratteristiche individuali dello psichismo e della personalità di chi fruisce dell’intervento.

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